In un editoriale pubblicato il 30 agosto su Il Mattino, dal titolo “Se la siccità in Italia non è colpa del caldo”, il Presidente ANEA Luca Mascolo indica quattro interventi strutturali per la governance idrica nazionale, a partire da un dato: la siccità ha smesso di essere un’eccezione stagionale ed è diventata una condizione strutturale, che il Paese continua però a gestire come un incidente.
La prima priorità è un Ministero dell’acqua, o un’autorità politica nazionale unica per l’acqua, che tenga insieme risorsa, infrastrutture, usi e regolazione. Un soggetto che approvi un piano nazionale pluriennale e ne risponda, sul modello già adottato per l’energia dopo la crisi del 2022.
Il secondo intervento riguarda il completamento della gestione unica d’ambito, principio sancito dalla legge Galli del 1994 e ribadito dal Consiglio di Stato, ma privo finora di reale cogenza. Mascolo propone un obbligo di conferimento con cronoprogramma vincolante e poteri sostitutivi certi in caso di inerzia dei Comuni.
Il terzo punto riguarda il livello intermedio del sistema, quello degli Enti di governo dell’Ambito, che pianificano gli investimenti, approvano le tariffe e controllano i gestori. Per Mascolo vanno riqualificati per legge come enti pubblici non economici, con competenze tecniche stabili e nella condizione di integrare nei Piani d’Ambito gli scenari climatici e i bilanci idrici di distretto.
Il quarto tema riguarda le infrastrutture primarie: grandi accumuli, schemi interregionali, interconnessioni tra sistemi. Opere che, per Mascolo, vanno scorporate dal perimetro del servizio idrico integrato e affidate con strumenti di lunghissimo periodo perché il costo di infrastrutture destinate a durare un secolo non può gravare sulle bollette di una sola generazione.
Per leggere l’articolo completo:
Per seguire la nostra Pagina LinkedIn