Lo scorso 17 giugno 2026 si è svolto, presso l’Ara Pacis di Roma, l’Acqua Summit 2026, organizzato da 24 ORE Eventi. Nella sessione dedicata alla governance idrica multilivello dei bacini idrografici, il Presidente Luca Mascolo è intervenuto in rappresentanza dell’Associazione AneA a confronto con Annamaria Barrile, Maria Alessandra Gallone e Maria Spena.
Al centro dell’intervento di Mascolo il nodo della governance del servizio idrico, indicata come la criticità prioritaria per uno sviluppo equilibrato del settore. Il Presidente ha portato come esempio il PNRR: le risorse, pensate per ridurre le disuguaglianze territoriali, hanno premiato nei fatti i territori già dotati di strutture tecniche e assetti di governance solidi. Le aree più fragili, quelle con maggiore necessità di sostegno, sono rimaste escluse dall’accesso ai fondi, con un effetto di ampliamento del divario esistente e di consolidamento del cosiddetto water divide.
Competenze frammentate: la proposta di un Ministero dell’Acqua
Per Mascolo, questo esito mette in luce i limiti di un sistema segnato da una forte frammentazione delle competenze. Le responsabilità in materia di acqua sono oggi distribuite tra autorità di distretto, Regioni, ARERA e diversi ministeri, con il rischio concreto di sovrapposizioni, rallentamenti decisionali e difficoltà di coordinamento. Il Presidente AneA ha rilanciato la proposta di istituire un Ministero dell’Acqua, con il compito di garantire una regia unitaria e maggiore coerenza alle politiche nazionali del settore idrico.
Il ruolo degli EGATO nella governance del servizio idrico integrato
La stessa esigenza di rafforzamento riguarda il livello locale. Secondo AneA, gli EGATO devono evolvere da forme associative tra Comuni a vere e proprie autorità territoriali di regolazione, con responsabilità e competenze proprie, capaci di programmare, controllare e indirizzare efficacemente il servizio idrico integrato.
Semplificazione normativa: una priorità per il settore idrico
Mascolo ha infine richiamato la necessità di semplificare procedure e processi amministrativi, orientandoli a risultati concreti e misurabili, e di rendere il quadro normativo più capace di adattarsi all’evoluzione dei territori e delle esigenze gestionali, oggi più rapida dei tempi della legislazione.

