Il 4 marzo 2026, la nostra Associazione è stata convocata in audizione dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame della proposta di legge C.2708, presentata dal CNEL, recante modifica al D.Lgs. 152/2006 in materia di consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue. In rappresentanza di AneA era presente il nostro coordinatore tecnico-scientifico per il settore idrico, Alessandro Mazzei.
La proposta, come illustrato da Mazzei, “potrebbe portare a una maggiore collaborazione e un migliore coordinamento tra le Regioni e i Consorzi di bonifica per quanto riguarda la gestione del reticolo idraulico minore”. Si tratta di forme di coordinamento già operative in alcune Regioni grazie a normative locali: la legge avrebbe il merito di rendere nazionale una buona pratica già sperimentata con successo in diversi territori.
Pur condividendo gli obiettivi della proposta, è stata avanzata una richiesta precisa al legislatore. Le forti interferenze tra il reticolo idraulico minore e il sistema fognario rendono indispensabile un coinvolgimento più strutturato degli Enti di Governo d’Ambito nel processo di definizione delle convenzioni tra Regioni, Province autonome, enti locali e Consorzi di bonifica.
Il testo attuale prevede per gli EGA un semplice parere preventivo, non vincolante. Come Associazione riteniamo invece che, laddove le Regioni lo vogliano, gli Enti di Governo d’Ambito debbano poter essere soggetti firmatari a pieno titolo delle convenzioni. Come sottolineato da Mazzei: “la manutenzione del reticolo idraulico minore non può fare a meno della manutenzione e gestione del reticolo fognario, e viceversa”. Separare i due ambiti significherebbe compromettere l’efficacia delle azioni di prevenzione del dissesto idrogeologico.
Come Associazione degli Enti di Governo d’Ambito abbiamo colto l’occasione per rivolgere al Parlamento un auspicio più ampio: affrontare quanto prima anche la proposta di legge del CNEL per una riforma complessiva del settore idrico, che preveda un adeguato inquadramento normativo degli EGA e ne rafforzi il ruolo istituzionale. Una governance dell’acqua moderna e coerente non può prescindere da Enti di Governo d’Ambito autorevoli, dotati degli strumenti giuridici necessari per svolgere appieno le proprie funzioni di pianificazione e controllo.
Per approfondire, leggi la memoria AneA