Comunicati stampa

Scritti a caldo e sull’onda delle novità politiche e legislative del momento, possono riportare commenti alla cronaca di settore, notizie ed esperienze dagli ambiti territoriali ma anche ricerche e convegni sugli aspetti legislativi, industriali ed economici del settore.

2011

Roma, 6 maggio 2011

“Acqua: Agenzia Nazionale un grande passo in avanti. Ora in fretta le scelte strategiche di settore”

All’indomani dell’approvazione del Decreto Sviluppo da parte del Governo, il presidente Baggiani di Anea commenta: “Un passo fondamentale per la tutela dei cittadini e dell’ambiente ma occorre che abbia compiti ben definiti e ne sia garantita la terzietà”.

”La creazione dell’Agenzia nazionale viene finalmente incontro all’esigenza manifestata negli anni da tutti gli operatori di una “cabina di regia” nazionale delle gestioni idriche locali. Siamo soddisfatti della direzione intrapresa, ma occorre leggere il testo. Auspichiamo che delinei bene i compiti dell’Agenzia e preveda precise garanzie per la sua terzietà”.

È quanto sottolineato da Luciano Baggiani presidente di ANEA, l’Associazione Nazionale Autorità e Enti di Ambito, i regolatori locali dei servizi idrici, nel commentare la notizia dell’istituzione dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua, diffusa ieri dopo il Consiglio dei Ministri che ha approvato il Decreto Sviluppo.

“L’Agenzia avrà il difficile compito di districarsi in un panorama istituzionale e gestionale complesso e articolato, con più di 100 gestori e prerogative diffuse su più livelli territoriali. Per questo è essenziale che i suoi compiti siano ben definiti e siano da complemento, senza sovrapporsi, ai poteri in primis delle Autorità di ambito ma anche delle Regioni e in alcuni casi delle Provincie. Le Regioni, inoltre, devono conservare un ruolo nella designazione dei suoi componenti”.

“Nelle materie di esclusiva competenza l’Agenzia deve agire in maniera indipendente e poter decidere autonomamente. Servono anche autosufficienza finanziaria e poteri sanzionatori nei confronti dei gestori ma anche degli Enti locali, prevedendo la possibilità di esercitare un’azione sostitutiva in caso di inerzia dell’amministrazione locale”.

“L’istituzione dell’Agenzia nazionale è un passo fondamentale per rafforzare la tutela degli utenti dei servizi idrici ma non altera il dibattito politico sui referendum. E’ necessario che il paese si esprima sui quesiti e che sulla base del risultato ci si metta finalmente a lavorare per far ripartire gli investimenti”.


 

Roma, 14 giugno 2011 

“Referendum ACQUA: serve subito una nuova politica di settore; ora si approvi l’Agenzia”

All’indomani del risultato dei referendum sui servizi idrici, il presidente Baggiani di Anea commenta: «Con la vittoria dei due sì, cade l’obbligo della gara pubblica ma è necessario che la nuova Agenzia nazionale riveda il Metodo tariffario».

«I risultati dei referendum testimoniano che i cittadini vogliono un settore idrico governato da regole differenti, con una forte attenzione alla dimensione locale e alla qualità dei servizi. Vanno rivisti anche i criteri tariffari, prestando maggiore attenzione alla tutela degli utenti e alla protezione dell’ambiente».

È quanto sottolineato da Luciano Baggiani presidente di ANEA, l’Associazione Nazionale Autorità e Enti di Ambito, i regolatori locali dei servizi idrici, nel commentare i risultati dei due referendum sull’acqua svoltisi in questi giorni.

«La vittoria dei “sì” – prosegue Baggiani – ha immediate implicazioni: gli affidamenti diretti a società pubbliche, destinati a cessare il 31 dicembre di quest’anno in virtù del Decreto Ronchi, potranno invece sopravvivere, sempre che rispettino la normativa europea sull’in house. E la maggior parte degli affidamenti già lo rispetta, come sancito nell’indagine condotta due anni fa dall’Autorità sui Lavori Pubblici».

«Serve una nuova politica di settore e un nuovo Metodo tariffario, che puntino a favorire gli investimenti e a fornire servizi di qualità. L’istituzione dell’Agenzia nazionale, prevista nel decreto sviluppo in esame in questi giorni alla Camera, è un passo fondamentale a tale scopo, ma è necessario dotarla di indipendenza e autonomia decisionale e di efficaci poteri sanzionatori».


 

Roma, 30 Settembre 2011

ACQUA: ANEA – Dopo i referendum, più interrogativi che risposte

“Se togliamo semplicemente la remunerazione del capitale, senza rivedere interamente il sistema tariffario, mandiamo in perdita tutti i gestori dei servizi idrici!”. L’ha affermato Paolo Peruzzi, direttore dell’ATO di Firenze, in occasione del seminario organizzato oggi a Roma dall’ANEA, l’associazione nazionale degli ATO, per analizzare gli effetti dei referendum del 12-13 giugno scorso.

“Occorre trovare un giusto compromesso tra le legittime pretese dei cittadini e le necessità strutturali del settore – ha proseguito Peruzzi – perché la remunerazione è come il pilastro di un edificio: sfilandola via semplicemente, senza mettere qualcos’altro a sostegno, l’edificio prima o poi crolla! Ovunque nel mondo sia stata messa in piedi una gestione industriale del servizio idrico, il capitale investito viene remunerato. La remunerazione è una componente essenziale per finanziare gli ingenti investimenti necessari per modernizzare il settore”.

Al seminario dell’ANEA sono intervenuti studiosi ed esperti del settore, che hanno cercato di dipanare l’intricata matassa venutasi a creare dopo i referendum. Per l’Avv. Riccardo Farnetani “ad oggi manca una disciplina organica di settore per gli affidamenti dei servizi idrici; ciò che è chiaro è che sopravvivono gli affidamenti in essere a società interamente pubbliche, mentre non è possibile procedere alla gestione diretta o con azienda speciale. Per le società quotate in borsa, occorre valutare caso per caso la legittimità dei rispettivi affidamenti”.

Il Prof. Luca Geninatti Saté, intervenuto sul tema della normativa europea rilevante, ha affermato che “le leggi comunitarie si rivolgono agli Stati e raramente sono direttamente applicabili. Disciplinano cosa gli Stati membri possono fare e cosa no, ma se uno Stato non provvede ad emanare una disciplina interna, non vuol dire che ciò si possa automaticamente fare. Penso alle aziende speciali, che alcuni vorrebbero far rivivere”.

Secondo il Prof. Stefano Pozzoli “la nuova disciplina in tema di finanza degli Enti locali non consente più molti margini di manovra per eludere i vincoli del patto di stabilità; d’ora in poi gli affidamenti in house saranno sempre più valutati in base alla loro convenienza e al loro impatto sui bilanci degli enti”.

In conclusione del seminario, Raffaele Loddo, vicepresidente dell’ANEA, ha ricordato che “al momento gli ATO non possono che applicare le norme che ci sono, cioè il Metodo tariffario. Qualsiasi altra soluzione sarebbe arbitraria. Piuttosto, mi sento di rivolgere un forte appello al Governo, sperando che ci presti la dovuta attenzione: è necessario provvedere al più presto all’insediamento dell’Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua. Che si trovi in fretta l’accordo, perché i mesi passano, le urgenze si accumulano e i cittadini cercano giustamente riscontro alle loro preoccupazioni.”


 

Roma, 19 Ottobre 2011

Presentazione Blue Book 2011

ACQUA: SUBITO L’AGENZIA NAZIONALE DELL’ACQUA PER ARMONIZZARE I SERVIZIAI CITTADINI

E’ un’Italia dei servizi idrici che viaggia a differenti velocità, quella fotografata dal Blue Book, il rapporto annuale elaborato da Utilitatis con il supporto dell’ANEA.

“Il primo, vero, problema, è la disomogeneità territoriale nei servizi offerti ai cittadini. Manca una struttura nazionale che vigili sulle gestioni e garantisca in tutto il paese l’aumento degli investimenti, una forte efficienza e un’adeguata qualità”.

E’ il commento di Luciano Baggiani, presidente dell’ANEA, l’associazione nazionale delle Autorità di Ambito, alla vigilia della presentazione, il 19 ottobre a Roma, della settima edizione del Blue Book.

“Una situazione imbarazzante: vi sono aree del paese che soffrono di una arretratezza infrastrutturale non concepibile per un Paese come l’Italia; in alcune zone il servizio è ancora gestito in economia; in altre, mancano le Carte dei servizi a tutela dei diritti degli utenti. Serve subito un intervento nazionale per armonizzare prestazioni e standard”.

Un quadro che ci racconta anche di sostanziali differenze a livello tariffario ma che secondo il presidente Baggiani “non può e non deve destare preoccupazioni. Le tariffe sono più elevate dove le condizioni strutturali lo impongono e in quei luoghi dove l’affidamento è avvenuto tempo prima rispetto al resto del paese, giustificando le tariffe con i maggiori investimenti effettuati”.

“La mia vera preoccupazione – conclude Baggiani – è l’attuale paralisi istituzionale: è prevista un’Agenzia nazionale che potrebbe imprimere quello stimolo necessario, ma ancora non abbiamo le nomine ministeriali; ci sono stati i referendum del 12-13 giugno, la popolazione si è espressa con chiarezza, ma ancora non si è provveduto all’adeguamento del metodo tariffario. Se non si sciolgono questi nodi, e in fretta, c’è da aspettarsi un forte rallentamento, se non la paralisi totale, dei nuovi investimenti”.


 

Roma, 14 Dicembre 2011

Esperienze a confronto e prospettive per i servizi idrici

“Se non si scioglie in fretta il nodo della remunerazione sul capitale investito, rischiamo la paralisi totale dei servizi idrici! Dopo le ultime manovre di bilancio, sempre più restrittive, è impensabile fare affidamento sulla finanza pubblica per realizzare gli investimenti. Serve un’alternativa valida per reperire i 65 miliardi di euro necessari per il settore”.

A parlare è Luciano Baggiani, Presidente dell’ANEA, l’Associazione Nazionale degli Enti di Ambito Territoriale che, mercoledì, 14 Dicembre, all’Hotel Quirinale di Roma, aprirà il convegno dell’Anea, incentrato sulle tariffe dei servizi gestiti in monopolio.

Alla remunerazione del capitale investito, eliminata dai criteri per la determinazione della tariffa dei servizi idrici a seguito dei referendum popolari del 12-13 giugno 2011, infatti non è stata ancora trovata un’alternativa che, pur recependo la volontà popolare, eviti, però, di compromettere l’integrale copertura dei costi di gestione e di investimento. A distanza di più di quattro mesi dalla promulgazione dell’esito referendario tutto è ancora fermo.

Il convegno organizzato dall’ANEA approfondirà i meccanismi tariffari di copertura dei costi di capitale, analizzando i servizi idrici e gli altri settori, in Italia e all’estero. Un’occasione per confrontarsi, certamente, ma anche per suggerire possibili indirizzi a chi deve farsi carico di emanare nuove regole tariffarie.

“I cittadini premono giustamente perché si rispetti l’esito referendario –incalza Baggiani – ma non è possibile eliminare semplicemente la remunerazione, perché crollerebbe tutto il sistema tariffario. Ora dobbiamo capire a chi spetta il potere di emanare il nuovo metodo tariffario, visto che la manovra del Governo sembra aver assegnato questo compito all’Autorità per l’energia. In ogni caso, è essenziale che si provveda al più presto per uscire da questa impasse, per affrontare poi gli altri nodi critici del settore”.

Allo stato attuale, la situazione appare senz’altro confusa: secondo alcuni osservatori, la remunerazione dovrebbe essere eliminata immediatamente dalla tariffa; secondo altri, ciò significherebbe pianificare delle gestioni in perdita. Tra le legittime aspettative dei cittadini e le esigenze di finanziamento del settore, occorre trovare il giusto compromesso.