2018

Comunicato

Roma, 11 Luglio 2018

“L’ANEA apre ai rifiuti”

“Abbiamo fatto un ragionamento, semplice: il percorso nell’idrico è stato, nella nostra storia, interessante e concreto. Ora che, nella regolazione, si apre la partita ‘rifiuti’, perché non provarci? In fondo, offriremmo un’idea di attività “gemella” che, nel nostro caso, porta con sé il vantaggio di schierare già tre importanti realtà (Atersir, Egrib e Auri) da tempo felicemente impegnate in entrambi i settori”.

Una consapevole autocertificazione di maturità di ANEA, nelle parole della Presidente Marisa Abbondanzieri, che ha portato a ridisegnare i titoli di testa del nuovo Statuto. Dove la denominazione estesa muterà in Associazione Nazionale degli Enti di Governo d’Ambito per l’Idrico e i Rifiuti dopo che l’Assemblea Straordinaria, riunitasi a Roma mercoledì 11 luglio, ha approvato le modifiche statutarie che consentono all’Associazione di allargare le competenze operative e strategiche al Ciclo dei Rifiuti Urbani e Assimilati.

L’auspicio è quello di consolidare, tra l’altro, la qualità delle politiche e delle azioni regolatorie nella doppia ottica (locale e nazionale), una logica portata avanti finora in maniera convinta da ANEA. Comportamento virtuoso che ha di certo generato nel panorama istituzionale curiosità, positività e apprezzamento, e che fa ben sperare.

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Comunicato

Monreale, 2 ottobre 2018

La regolazione del Servizio Idrico Integrato in Sicilia”

Preoccupazione e consapevolezza, ma anche voglia condivisa di una visione concreta e di capacità di analisi costante dello scenario. Sono, in estrema sintesi, alcune delle considerazioni emerse nel corso del seminario “La regolazione del Servizio Idrico Integrato in Sicilia”, svoltosi a Monreale (PA) martedì 2 ottobre.

L’evento, voluto e allestito dall’Assessorato regionale dell’energia e dei servizi di pubblica utilità, con la collaborazione organizzativa di ANEA e di Siciliacque S.p.A., ha prodotto un importante momento di confronto fra la Regione – con le sue politiche, le criticità, i progetti – e i principali attori del comparto (ARERA in testa) come ANEA, che ha qui apportato – grazie ad alcuni interventi ed esperienze di altre realtà- conoscenza dei meccanismi interpretativi e chiavi di lettura utili alla definizione delle problematiche di base.

Il seminario si è aperto con i saluti istituzionali portati da Salvatore Cocina, Dirigente Generale del Dipartimento Acqua e Rifiuti e di Marcello Loria, Capo della Segreteria Tecnica dell’Assessorato. Ma anche da una rappresentanza dell’Assemblea Regionale Siciliana con i deputati Giovanni Bulla (UDC), Giuseppe Compagnone (Popolari ed Autonomisti) e Giampiero Trizzino (M5S).

Poi, moderati da Gerardo Castaldi, Dirigente dell’Assessorato, si sono susseguiti i contributi, distribuiti secondo una scaletta rigorosa ed efficace.

Dapprima Lorenzo Bardelli (ARERA), che ha consegnato una fotografia della realtà attraverso la descrizione della metodologia di studio e delle azioni istituzionalmente previste.

Un sistema “stupendo e concreto per fare rete” è quello riconosciuto ad ANEA nella presentazione che Castaldi ha riservato a Marisa Abbondanzieri nel darle la parola. La Presidente ha raccontato il percorso svolto finora, i buoni numeri raggiunti che testimoniano l’efficacia della filosofia associativa (51 EGA su 62 complessivi), l’apertura al comparto dei rifiuti, novità questa che ha fatto maturare ulteriori motivazioni. Ma ha anche allertato sui tanti (e seri) problemi che investono il settore. Come la morosità, ad esempio, tema che meriterebbe di essere superato “culturalmente”, sia su base politica che tecnica.

Un commento all’attività di regolazione economica ARERA, vista dalla parte degli Enti d’Ambito, è stato portato da Alessandro Mazzei, Direttore Generale Autorità Idrica Toscana nonché Coordinatore tecnico scientifico di ANEA. Nel suo intervento, Mazzei ha certificato la portata del quadro regolatorio, verificandone al contempo l’estrema complessità. Ma, con l’occasione, si è ricordato quanto sia importante il ruolo degli EGA nella logica multilivello. Dal recepimento, a livello locale, della normativa ARERA all’attività di validazione dei dati forniti dai gestori, fino alla programmazione degli investimenti necessari al raggiungimento dei livelli di servizio desiderati.

Al termine, la relazione di Mario Rosario Mazzola (Università di Palermo) dedicata agli interventi infrastrutturali nel settore idrico.

Poi, i microfoni sono tornati ad ANEA, con gli interventi di Massimiliano Cenerini, Italia Pepe e Luciano Franchini, tutti e tre Direttori Generali di EGA (rispettivamente Ancona, Milano e Verona).

Un documento informativo “orizzontale” quello fornito da Cenerini, con l’individuazione degli strumenti operativi dell’assetto regolatorio. Vademecum che contiene le regole per rendere efficace il servizio, soprattutto con il rispetto dei tanti passaggi (affidamento della gestione, aggiornamenti del PDI e del PEF, equilibrio economico-finanziario della gestione, osservanza degli standard di qualità tecnica, adeguata comunicazione delle attività agli stakeholder).

Italia Pepe ha, di seguito, affrontato le tematiche inerenti la Convenzione tipo per la regolazione dei rapporti tra enti affidanti e gestori del SII. Nel suo intervento, la relatrice ha ricordato le tappe dell’evoluzione procedurale ARERA per la predisposizione di una o più Convenzioni tipo, anche alla luce del Decreto “Sblocca Italia”. Confermando l’orientamento dell’Autorità a servirsi di questo strumento, al fine di regolare in modo uniforme sull’intero territorio nazionale il rapporto EGA – Gestore.

Del piano d’ambito nel contesto normativo ARERA si è occupato Luciano Franchini, descrivendo dettagliatamente gli step di questo strumento, e informando su come interviene ARERA (quanto a criticità e obiettivi di qualità), oltreché sulla rilevante esperienza nel territorio dell’ATO Veronese (con ampia specifica degli aspetti economico-finanziari).

L’attività del Commissario Straordinario Unico per la Depurazione è stata riferita da Cecilia Corrao. Alcuni numeri recenti: cinque cantieri già avviati, per un investimento di dieci milioni di euro; altri quattro cantieri, in fase di partenza, per sei milioni di euro. Oltre ai numeri, un cenno alle modalità operative, dedicate alle procedure che si seguono, e che raccontano di un’ampia e complessa attività istruttoria svolta dalla struttura commissariale.

A seguire, la comunicazione di Mario Cassarà (Dipartimento Regionale Acqua e Rifiuti), descrittiva della realtà siciliana, quella di Francesca Spedale (che ha fatto il punto sul riordino normativo del SII in Sicilia), e quella di Stefano Albani, AD di Siciliacque S.p.A., società che – in forza della convenzione di concessione stipulata nel 2004 con la Regione – eroga il servizio di fornitura, realizza gli investimenti e gestisce gli schemi acquedottistici sovrambito.

Il compito di chiudere, con il suo intervento, i lavori seminariali di Monreale è toccato a Stefano Guccione, Direttore Generale dell’EGA di Enna e membro del Direttivo ANEA. Un minuzioso esame dell’intero territorio regionale, con la sottolineatura, anche dolente, di passaggi critici (“….la situazione siciliana è disomogenea per ciò che concerne gli investimenti effettuati ed il rispetto degli equilibri economico-finanziari dei gestori….”). E l’auspicio finale di mirare ogni sforzo per produrre strategie atte a ridurre i gap esistenti nel territorio.

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Comunicato

Roma, 28 Novembre 2018

Seminario “Enti di Governo d’Ambito e Regolazione del Servizio di Gestione dei Rifiuti Urbani”

Una buona “prima”, importante e partecipata. Si può così definire l’identità del seminario di mercoledì 28 novembre svoltosi a Roma e dedicato esclusivamente al tema dei rifiuti, la grande novità operativa dell’Associazione intervenuta a seguito delle modifiche statutarie dello scorso luglio.

Un contenitore particolarmente generono, quanto a interventi, quello che ha siglato la discesa in campo di ANEA per la sua attività istituzionale a favore di un settore di urgente attualità, così come delicato e bisognoso di attenzione e dialogo.

Doveri richiamati nell’introduzione ai lavori dalla Presidente Marisa Abbondanzieri, sicuramente consapevole del peso della scommessa che sta partendo e dell’impegno che coinvolgerà tutta la squadra.

Pazienza, fatica e visono sono – per la Presidente – elementi fondamentali che hanno finora caratterizzato i passaggi di ANEA nella sua mission dedicata all’idrico. “Pensiamo di aver messo insieme queste cose, e pensiamo anche di erogare un buon servizio al Paese. L’obbligo è quello di non disattendere le aspettative. E mi auguro che il Parlamento non faccia marcia indietro sull’assegnazione delle competenze ad ARERA”.

E proprio l’Autorità, rappresentata al tavolo dei relatori da Marcella Pavan, Direzione Ciclo dei Rifiuti urbani e assimilati, ha confermato l’importanza del ruolo di interlocutore esercitato dagli enti di ambito, vista soprattutto la complessità del percorso da effettuare in questo comprato. E’ auspicabile, per ARERA, “una limpida definizione dell’intero sistema regolatorio contraddistinto da trasparenza e stabilità, elementi questi che siano in grado di favorire il processo di industrializzazione del settore”.

Le riflessioni della Pavan erano state precedute dall’intervento (“rock”, come ha commentato Marisa Abbondanzieri) di Antonio Massarutto, docente di Economia Applicata dell’Università di Udine. Dopo una prima esternazione, squisitamente emotiva (“Ci sentiamo un pò carbonari, un pò pionieri, si parla ancora troppo poco in questo settore matrioska…”), massarutto ha svolto un’analisi approfondita delle fasi operative (raccolta, trattamento, recupero). Suggerendo di non lasciare da soli questi tre mercati (che non possono più stare soli) ma di favorirne l’integrazione.

Un autentico “codice operativo” dedicato a Piani di Ambito, forme di affidamento, atti e procedure è stato illustrato da Vito Belladonna, Direttore ATERSIR nonchè coordinatore del gruppo di lavoro ANEA per il ciclo dei rifiuti urbani ed assimilati. Un lavoro corposo, ispirato al raggiungimento di obiettivi di crescita di cultura economica, di trasparenza e di accreditamento delle buone anninistrazioni. Perchè si ottengano così tariffe adeguate, alta qualità gestionale, tutela dei consumatori, maggiori investimenti tecnologici da parte dei gestori.

Le competenze dell’Ente di Governo del Servizio Rifiuti, con le norme e le prassi maggiormente diffuse sono state descritte capillarmente da Monica Bettiol, Direttore del Consiglio di Bacino di Rovigo.

Così come una fotografia “argomentata” del contratto di servizio per la gestione è stata fornita da Paolo Diprima, Direttore Generale dell’Ato Rifiuti Toscana Sud. il quale, nelle conclusioni, ha voluto anche indicare ad ANEA opportunità di ulteriore supporto tecnico-operativo agli enti di governo d’ambito.

Per Matteo Giantomassi, responsabile Comunicazione Istituzionale e Relazioni Esterne ATA Rifiuti Ancona, un buon sistema relazionale tra Ente d’Ambito e cittadino matura attraverso una corretta attività di comunicazione. Che, nascendo all’interno di una strategia generale ben precisa deve essere pianificata e, quindi, governabile.

Informazione, formazione, assistenza e rappresentanza sono i quattro punti cardinali che testimoniano l’operatività di ANEA dalla sua nascita. Massimiliano Cenerini, Direttore Aato 2 Marche Ancona per l’idrico ed i rifiuti, li ha raccontati ed esplorati nel suo intervento dedicato ala programma di sviluppo delle attività associative. Ricordando anche quanto sia utile e positivo “…essere Associazione, fare rete, condividere idee, scambiarsi informazioni e buone pratiche, costruire nuove relazioni”.

2017

XV INDAGINE NAZIONALE A CAMPIONE SULLE TARIFFE 2016 DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO

Sarà presentata mercoledì 18 ottobre a Roma, presso la Sala Auditorium GSE in Viale Maresciallo Pilsudski 92, la 15° Indagine sulle tariffe del Servizio Idrico Integrato.

Il lavoro, frutto di una sinergia tra ANEA, Federconsumatori e Fondazione Isscon, contribuisce a descrivere ulteriormente le caratteristiche del sistema tariffario nel rispetto delle attese e della sensibilità degli utenti.

Una “ carta d’identità” aggiornata – quella della tariffa – che viene qui definita attraverso i nuovi assetti di governance, i meccanismi evolutivi del settore e i “perché” delle differenze territoriali.

Un’occasione utile anche per fotografare e spiegare cosa c’è “dentro” la tariffa. E così investimenti, efficienza delle gestioni, depurazione e fognatura, quantità di acqua distribuita e molte altre voci aiuteranno a fornire risposte esaurienti e a certificare, ancora una volta, la validità delle politiche regolatorie.

2016

1°Indagine Nazionale sulla Conciliazione Extragiudiziale nel Servizio Idrico Integrato

COMUNICATO

Cultura dell’accordo. E’ il termine forte che spiega la necessità sempre più urgente di concepire ed attivare strumenti di dialogo fra istituzioni e cittadini. Una definizione, quella coniata da Marisa Abbondanzieri, Presidente ANEA, portata a tradurre i contenuti di un tema – quello della conciliazione extragiudiziale – che, per attualità e carattere innovativo ha consentito la redazione di un’indagine “a quattro mani” fra ANEA e ISSCON (Istituto Studi sul Consumo), finalizzata a stimolare il superamento delle dinamiche di contenzioso nel servizio idrico integrato.

L’indagine, presentata nel corso di un convegno congiunto giovedì 27 ottobre a Roma, si dedica ad un argomento “intrigante” anche per la sua storia e che – come prosegue la Presidente ANEA – reca con sé l’obiettivo di una diminuzione della litigiosità fra le parti ma anche quello di un rafforzamento e di un’uniformità delle politiche della regolazione locale. Elemento, questo, a “priorità alta” e in grado di garantire l’esistenza di quel “cuscinetto” che consente di governare i processi più difficili.

Argomentazioni condivise da Mauro Zanini, Direttore ISSCON, che ha ribadito la sussistenza di un problema culturale (a volte per mancanza di formazione sul tema) capace di frenare l’applicabilità di strumenti di questo tipo.

L’indagine ANEA-ISSCON curata da Anna Rita Popoli con il coordinamento scientifico di Chiara De Blasi, Alessandra Francesconi, Francesca Spinicci e dello stesso Mauro Zanini è stata realizzata a seguito di un’attività di raccolta dati effettuata tramite l’invio di un questionario agli EGATO e ai Gestori del servizio idrico. Le risposte sono pervenute dal 13 aprile al 4 agosto. Sono state poi acquisite informazioni presso alcune Associazioni di Tutela dei Consumatori.

La fotografia conclusiva ha evidenziato come la tipologia “paritetica”, tra le varie forme di composizione extragiudiziale delle controversie, sia da intendersi come la più “valorizzabile”, proponendo – tra le altre ipotesi di sviluppo – la creazione di una procedura “universale” di conciliazione per ogni utente del SII, nonché un incremento del ruolo conciliativo degli EGATO.

La ricerca si è rivelata una buona base di partenza per raccogliere, subito dopo la sua presentazione, esperienze dirette di attori fondamentali del comparto quali HERA, ACEA, Acquedotto Pugliese e Autorità Idrica Toscana, tutti concordi a riscontrare in questo strumento un’opportunità di semplificazione. In particolare, Francesco Galasso di HERA, che ha visto nel ricorso alla procedura conciliativa le ragioni di un “mea culpa”, per non aver saputo evidentemente gestire al meglio la relazione con il proprio cliente.

Sulla stessa linea dell’approvazione, la tavola rotonda che ha concluso l’evento.

L’esigenza di superare il paletto culturale della litigiosità – questa la provocazione del moderatore Roberto Miliacca, capo della redazione romana di ITALIA OGGI – ha reso omogenee le opinioni di Alessandra Francesconi (ANEA), Alessandro Petruzzi (FEDERCONSUMATORI), Fabio Santini (UTILITALIA) e Roberto Malaman (AEEGSI).

Con la voce finale di quest’ultimo, che ha posto l’accento sull’importanza di tener conto -nello sviluppo della conciliazione- delle “esperienze in atto”. E di adottare una Carta dei Servizi che uniformi progressivamente gli standard sul territorio nazionale, ulteriore strumento di facilitazione nel rapporto con il cittadino-consumatore.

2015

                                                  CONVEGNO                                                    

“LA REGOLAZIONE DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO TRA AMBITI LOCALI E   AUTORITA’ NAZIONALE”

    COMUNICATO STAMPA

 

Messaggi forti e chiari in un contesto istituzionale di alto profilo, con la palpabile certezza di aver contribuito a far luce sugli aspetti normativi, organizzativi e gestionali del sistema idrico nel suo complesso.

E’ quanto si è prodotto lo scorso 15 maggio a Roma all’interno del Convegno promosso da ANEA e dedicato al tema della governance del settore.

Un simposio caratterizzato, in prima battuta, dalla presentazione di una ricerca condotta da Utilitatis e dalla stessa Associazione presieduta da Marisa Abbondanzieri, e concepita con l’intento di  evidenziare il ruolo assegnato agli Enti di governo d’Ambito (EGATO) nella regolazione multilivello.

La descrizione del percorso di ricerca è stata effettuata da Rita Mileno (Utilitatis) ed ha fotografato sia lo scenario normativo nazionale di base sia lo stato di avanzamento del riordino degli Enti, alla luce delle attività di riorganizzazione che le Regioni promuovono per  giungere ad un sistema di governance ben definito.

Esposizioni tecniche completate dagli interventi del Prof. Stephane Saussier,Direttore dell’Osservatorio sul settore idrico della Florence School of Regulation, chiamato a relazionare sugli assetti istituzionali della regolazione nell’esperienza europea e del Prof.Alessandro Petretto (Università di Firenze), con un suo contributo dedicato al tema delle partecipate.

A questa prima sessione, diretta da Alessandro Mazzei, Coordinatore tecnico-scientifico ANEA, ha partecipato infine Bruno Spadoni (Osservatorio SS.PP.LL. del Ministero dello Sviluppo Economico) che ha anticipato la notizia di un prossimo provvedimento (dpcm) di Palazzo Chigi con il quale sei regioni (Calabria, Lazio, Umbria, Marche, Campania e Sicilia) verranno diffidate ad adempiere entro 30 giorni (le prime quattro) e 90 giorni (le ultime due) agli obblighi imposti dalla legge di stabilità in materia di individuazione degli EGATO per la gestione del servizio idrico sul territorio.

La tavola rotonda che ha fatto seguito ha poi arricchito il dibattito con proposte, sollecitazioni e conferme, in particolare per quanto riguarda l’ipotesi di commissariamento appena citata. E’ stato soprattutto Erasmo D’Angelis, capo della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico, a sottolineare la gravità del momento, ricordando anche come gennaio 2016 (data in cui inizierebbe l’attività sanzionatoria dell’Unione Europea per le infrazioni in materia di depurazione delle acque) sia molto vicino, e il pericolo per regioni e cittadini di pagare multe che toccherebbero i 500 milioni di euro è altamente realistico.

Argomentazioni sensibili, queste, che nelle conclusioni di Marisa Abbondanzieri hanno  richiamato ulteriormente la necessità di monitorare la crescita dell’intero comparto, attraverso un rafforzamento consapevole dell’intera filiera, per favorire investimenti ed assicurare dignità ed operatività a quel “cuscinetto democratico” rappresentato dagli enti d’ambito.

Ufficio Stampa: Stefano Lefèvre 337-740803  s.lefevre@tiscali.it                                                                   06.68.00.92.89  ufficio.stampa@associazioneanea.it

2007

Roma, 21 Marzo 2007 

ANEA – Baggiani: “Acqua, occorre vigilare”

«La parola d’ordine è vigilare: a luglio 2006 troviamo cinquantacinque affidamenti su 87 come invece prevedrebbe la legge sulla riforma del servizio idrico e ancora 12 ATO senza piani d’ambito, il 4% degli italiani non sono serviti dagli acquedotti, il 16% dell’Italia ancora senza rete fognaria e un sistema di depurazione funzionante al 70%».

Così Luciano Baggiani, presidente dell’ANEA, l’associazione nazionale autorità ed enti di ambito che raggruppa circa sessanta ambiti territoriali ottimali, saluta la giornata mondiale dell’acqua che ricorre domani. E citando i dati del Blue book 2007, pubblicazione di settore e unica fonte completa sul servizio idrico integrato stilata annualmente dal centro di ricerca Utilitatis con ANEA, l’ex sindaco di Borgo San Lorenzo, dice: «Buon compleanno acqua! Ma che la giornata mondiale che ricorre domani – ricorda – sia soprattutto un “non compleanno” in anni da aggiungere e non certo da togliere a questa risorsa essenziale al nostro vivere».

Baggiani lancia quindi un appello alle istituzioni nazionali e locali «perché diano un’accelerazione all’attuazione della riforma che vuol dire: separazione delle attività di programmazione e controllo dell’ATO dalla gestione del servizio da parte dell’ente gestore.

Ma non basta – conclude – occorre rafforzare il ruolo dell’ATO come regolatore attraverso il contratto, con quello di un regolatore indipendente nazionale, che assicuri i compiti propri della regolazione e una garanzia di indipendenza nel rapporto fra l’ATO e il Gestore».


 

Roma, 12 Aprile 2007

Luciano Baggiani: “Un Commissario per le reti idriche? Solo un doppione del COVIRI”.

«Quella del commissario straordinario per le reti idriche con compiti di verifica sulle gare è una proposta che rischia di sovrapporsi al COVIRI, organo tecnico già esistente anche con funzioni di verifica della conformità alla legge degli affidamenti».

Così Luciano Baggiani, presidente ANEA definisce l’emendamento proposto per il disegno di legge Bersani 3 sulle liberalizzazioni che è all’esame della Camera.

Per il presidente dell’Associazione di rappresentanza degli enti di ambito, «si continua a confondere la forma di gestione con la natura del bene acqua, risorsa definita per legge pubblica e per sua natura fuori da ogni forma di mercificazione economica. Ma il vero problema non è la forma di gestione del servizio, quanto invece un efficace sistema pubblico di regolazione che consenta di tutelare nel tempo il cittadino utente dal gestore monopolista.

Un meccanismo – conclude – che assicuri un’organizzazione industriale ed efficiente del sistema e consenta la remunerazione dei finanziamenti necessari ad adeguare infrastrutture e livelli di servizio»


 

Roma, 7 Giugno 2007

ACQUA – Baggiani (ANEA): «Nel Bersani ter un’altra doccia fredda»

«Un’altra doccia fredda, è il caso di dirlo, in un settore come l’idrico finito suo malgrado nella battaglia politica».

Così Luciano Baggiani, presidente dell’ANEA che associa la maggior parte degli ATO italiani, definisce con sorpresa il sub-emendamento al capitolo Acqua del disegno di legge Bersani ter sulle liberalizzazioni passato mercoledì scorso alla Camera.
«C’ è di che meravigliarsi – osserva l’esponente associativo e coordinatore ATO di ANCI Toscana– visto che prima hanno trasformato la sospensione a 12 mesi delle gare in una sospensione sine die ossia finché non avremo un nuovo T.U. Ambiente e ora scrivono che “la titolarità delle concessioni di derivazione è affidata a enti pubblici”.
Un’affermazione che ritengo incongruente considerato che le concessioni sono già pubbliche e vengono rilasciate ai gestori solo temporaneamente per gestire il servizio».


 

Roma, 12 Luglio 2007

ACQUA: Assemblea ANEA approva un documento “INCASTRA GESTORE”

Rafforzare la regolazione pubblica per tutelare l’utente del servizio idrico integrato, misurarne i risultati sia nel rapporto spesa-benefici che in termini di qualità e integrare la regolazione locale degli ATO con un’autorità indipendente nazionale di settore che consenta la comparazione delle prestazioni dei gestori su scala nazionale e internazionale».

Sono le linee guida del documento programmatico presentato e approvato oggi dall’assemblea dei soci ANEA, l’associazione che riunisce la maggior parte delle autorità di regolazione del servizio idrico italiano in un momento di fermento legislativo per il settore e interesse nazionale verso le amministrazioni pubbliche e i costi che rappresentano per il cittadino.
«Oggi uniti ribadiamo il nostro no al superamento degli ATO dei rifiuti e dei servizi idrici e al passaggio delle loro competenze alle province come previsto dal disegno di legge sul contenimento dei costi della politica varato dal Consiglio dei ministri». Così Luciano Baggiani, presidente dell’ANEA- Associazione nazionale Autorità ed Enti di ambito, si è rivolto ai soci presenti alla riunione organizzata all’hotel Mediterraneo di via Cavour e partecipata anche dal presidente del Coviri Roberto Passino.
Prosegue Baggiani: «Abbiamo cercato di portare all’attenzione dei diversi livelli della legislazione il tema della regolazione del monopolio e della difficoltà di assicurare con gara tariffe eque e qualità del servizio, ora stiamo lavorando al miglioramento del testo unico 152/2006 di riforma del servizio».
E a ribadire «la necessità di rafforzare gli Ato che svolgono una precisa attività a tutela dell’utente», è stato lo stesso Passino intervenendo al seminario associativo di fine giornata.

Non perdiamo di vista l’importanza di un sistema di regolazione efficace a tutela del cittadino utente.


Roma, 29 Novembre 2007

Baggiani: “Serve un’autorità indipendente di settore a tutela degli utenti dagli abusi del gestore monopolista”

«La partita – acqua non può essere giocata sulla nostra pelle: mentre ci si scervella sulla forma della gestione, si perde di vista l’importanza di un sistema di regolazione efficace a tutela del cittadino utente».

E’quanto dichiara Luciano Baggiani presidente Anea – Associazione Nazionale Autorità e Enti di Ambito mentre è in corso il tavolo tecnico interministeriale che rimette in gioco le carte della delicata partita politica in seno alla maggioranza di Governo.
E a proposito della proposizione di un ddl di settore ventilata nei giorni scorsi dal Governo, il presidente dell’Associazione che riunisce circa 60 Autorità di ambito, organismi costituiti dai Comuni e preposti all’applicazione della riforma dei servizi idrici, rilancia: «Se c’è in programma un disegno sull’acqua, è il momento opportuno di istituire un’autorità indipendente di settore che agisca in raccordo con gli enti locali.
Sarebbe la scelta più giusta dal momento che nulla c’entra con noi l’Autorità per l’energia elettrica e il gas a cui il disegno di legge governativo attribuisce funzioni di regolazione dell’erogazione dei servizi idrici».
E conclude: «Gara o non gara e pubblica o privata che sia la gestione della risorsa acqua, è importante tenere a mente lo spirito della legge Galli riscritta dal testo unico 2006 che affida all’ente pubblico il compito di tutelare l’utente dagli abusi del monopolista in termini di tariffe e qualità del servizio».

Sbagliato trasferire le competenze alle Province.


 

 Roma, 5 Dicembre 2007

Acqua e rifiuti, Baggiani (ANEA):  “Sbagliato trasferire le competenze alle province”

«Un errore politico quello di trasferire le competenze sul servizio idrico e dei rifiuti dai comuni alle province».

E’ quanto dichiara il presidente ANEA Luciano Baggiani nella giornata di assemblea nazionale dell’associazione rappresentativa della maggior parte degli ATO d’Italia che oggi l’ha riconfermato all’unanimità alla presidenza. «Poniamo l’accento sull’articolo 27 della Finanziaria in discussione alla Camera  che attribuisce alle province le funzioni in materia di rifiuti e servizio idrico integrato dei comuni.

Ma ora c’è una novità, avverte Baggiani:  «In seguito all’incontro del 13 novembre scorso, il presidente della commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci ha sottoscritto il nostro emendamento concertato con l’Anci per lasciare in capo ai comuni il controllo sulla gestione del servizio idrico.

In più – prosegue – è prevista la riduzione degli organi esecutivi degli Ato dagli attuali dieci e oltre componenti a tre con un netto risparmio economico che risponde all’esigenza di tagliare i costi della politica, l’intento chiave della Finanziaria 2008.

Ora la parola passa alla commissione Bilancio e all’assemblea della Camera da cui ci aspettiamo condivisione».

Per Baggiani «si tratta di una mala applicazione dell’intento pur lodevole di ridurre i costi della politica: così com’è, l’articolo 27 è inaccettabile perché se tutte le regioni ridefinissero gli ATO su base provinciale, gli ambiti invece di diminuire, non farebbero che aumentare passando dagli attuali 91 a ben 105.

Altro che riduzione dei costi!».

 

 

 

 

 

 

 

2008

Roma, 7 Gennaio 2008

Servizi Pubblici – Baggiani,( ANEA):  “Dietro la richiesta di identificativi catastali solo  altri aggravi di costo per gli utenti”

«Nella pioggia di rincari di treni, assicurazioni e bollette di questo inizio d’anno, si sta per abbattere sugli utenti un’altra tegola in testa: prevedibili rialzi tariffari in materia di energia elettrica, gas e servizi idrici a carico dei cittadini  alle prese con identificativi catastali e revisioni pagate a peso d’oro a geometri e ingegneri».
E’ l’allerta lanciata in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Romano Prodi, al ministro dell’Economia TPS e al viceministro Visco, da Luciano Baggiani, presidente ANEA, l’associazione che riunisce la maggior parte degli Ato italiani addetti alla regolazione e al controllo del servizio di acqua e rifiuti nel rapporto con l’ente gestore.
Contro “i gravi disagi che potrebbero realizzarsi segnalati da molti associati”, scrive Baggiani: «La Finanziaria 2005 all’articolo 1, c. 332-333-334, obbliga le aziende erogatrici a richiedere agli utenti i dati identificativi catastali dell’immobile dov’è attivata la fornitura per la successiva comunicazione in via telematica dell’anagrafe tributaria».
“Un intento pregevole” che però si traduce per Baggiani in  un “onere doppiamente gravoso”: «Le aziende erogatrici saranno tenute a contattare decine di milioni di utenze con relativo appesantimento dell’operatività degli uffici e della loro economia che si tradurrà in adeguamenti tariffari a rialzo. Ma anche gli utenti – rileva – avranno il loro da fare tra  aumenti tariffari e per i non proprietari,  difficoltà  di recupero dei dati catastali, in special modo dove si tratti di anziani e disagiati».
Baggiani conclude quindi il suo ragionamento sollecitando i soggetti istituzionali a «una diversa interpretazione  della circolare dell’Agenzia delle Entrate con riferimento a quella parte che prevede l’obbligo per le aziende erogatrici di richiedere i dati catastali con riferimento ai contratti in essere alla data del 1 aprile 2005 “solo in occasione del rinnovo ovvero della modificazione del contratto stesso”.
E’ da ritenersi – chiarisce Baggiani – che l’agenzia sarà obbligata alla richiesta solo in caso di mutamento delle condizioni contrattuali di fornitura ossia per le variazioni date da una nuova negoziazione delle condizioni tra le parti». E tutto ciò, conclude, per non arrivare in assenza di mutate condizioni contrattuali, a «un’altra conseguenza paradossale: la necessità di reiterare la richiesta di indicazione catastale a ogni scadenza contrattuale! ».


Roma, 11 Gennaio 2008

ACQUA – Baggiani:“Urge uniformità di rendicontazione del Gestore”

Il 16 e 17 gennaio 2008: La misura prestazioni, ANEA lancia il  primo dibattito internazionale

«Un sistema uniforme di rendicontazione della gestione del servizio idrico, magari predisposto dallo stesso Coviri».   A chiederlo è  il presidente ANEA Luciano baggiani nel primo dibattito internazionale mai avviato sulla misura delle prestazioni nel servizio idrico integrato.   L’appuntamento indetto dall’Associazione  nazionale  Autorità ed enti di ambito che rappresenta la  maggior parte degli  Ambiti territoriali ottimali del ciclo idrico italiano, è per mercoledì 16 e giovedì 17 gennaio 2008 nel cuore di Trastevere, nel palazzo dell’Informazione di  piazza Mastai 9.   Un’occasione, quella della prossima settimana – dichiara Baggiani – in cui solleciterò ufficialmente davanti a esperti internazionali e rappresentanti istituzionali la nascita di un sistema uniforme su scala nazionale di rendicontazione della  gestione delle società incaricate.                                                                                                                                                   In altre parole, come inchiodare i gestori alle loro responsabilità e mettere fine alla Babele di tariffe del sistema Italia?   «Si tratta– chiarisce Baggiani – di riprendere in mano il documento predisposto dal Coviri nel 2005 per definire  le linee guida contabili di un progetto ambizioso ma realizzabile: instaurare un flusso informativo continuo tra ATO e gestore attraverso verifiche del rapporto tra costi di gestione e tariffe praticate e del raggiungimento degli obiettivi di miglioramento. E finalmente consentire una comparazione   tra più gestori secondo criteri di trasparenza e libero mercato».

LO STUDIO ANEA   – La misurazione delle qualità e il confronto tra le prestazioni dei gestori, detto anche benchmarking, sono infatti tra gli strumenti operativi più importanti nella regolazione dei servizi pubblici e a dimostrazione di questo, l’ANEA presenterà nella due giorni internazionale uno suo studio di benchmarking sui costi operativi. Si tratta di un’analisi dei dati tecnici ed economici di 21 società affidatarie del servizio idrico sulla base delle seguenti grandezze: popolazione servita, metri cubi, personale dipendente, energia elettrica, ricavi e costi di gestione. Difficoltà emerse: gestori che utilizzano tecniche di contabilizzazione diverse, criteri di rendicontazione diversi di regione in regione. I problemi riscontrati nella fase di raccolta dati –  osserva  Baggiani – ci portano a un’unica conclusione: solo il Comitato di vigilanza come unico organo nazionale in grado di raccogliere i dati, elaborarli e restituirli alle stesse autorità, può predisporre un sistema omogeneo di rendicontazione».

IL DIBATTITO INTERNAZIONALE
In ambito nazionale parleranno di incentivi, efficienza e benchmarking, Alessandro Petretto, ordinario di Economia Pubblica della facoltà di Economia di Firenze e Giovanni Fraquelli, ordinario di economia e Gestione delle Imprese all’università “Amedeo Avogadro”di Torino. La relazione conclusiva sarà invece quella di Roberto Passino, presidente del Coviri. Nel corso della prima giornata, si aprirà una finestra di rilevanti esperienze internazionali nel benchmarking. A parlare saranno Sally Birse dell’Ofwat, il regolatore inglese, il francese Jean Luc Redaud, a capo della Commissione per la qualità delle acque dell’International Standardisation Organization, ed Enrique Cabrera dell’Università di Valenzia, a capo del Gruppo di Lavoro “ Gestione efficiente dei sistemi idrici urbani” dell’International Water Association, di cui l’Italia è parte con altri 129 paesi.


Roma,16 Gennaio 2008

ANEA – Baggiani: “Gestori costretti a sistema unico di rendicontazione tariffe”
Lo studio presentato: “Difficoltà a misurare i costi, i gestori non ci danno i dati”

«Un sistema uniforme di rendicontazione della gestione del servizio idrico, magari predisposto dallo stesso Coviri e un’authority di regolazione del settore. Ce l’hanno già Inghilterra e Francia e noi?».
E’ la richiesta lanciata dal presidente ANEA Luciano Baggiani  non solo al mondo degli ATO, gli ambiti territoriali ottimali regolatori e controllanti del servizio idrico integrato nel rapporto con l’ente gestore riuniti oggi e domani a Roma per parlare di misurazione della qualità e delle prestazioni del servizio.  Ma anche un appello rivolto ai rappresentanti istituzionali e agli  esperti internazionali partecipanti al dibattito da Roberto Passino, presidente del Coviri a Sally Birse dell’Ofwat, l’authority inglese di regolazione.
«Oggi l’Anea presenta un suo studio di benchmarking», introduce Raffaele Loddo vicepresidente dell’associazione. «E’ un’analisi dei dati tecnici ed economici di 21 società affidatarie del servizio idrico – enumera – sulla base delle seguenti grandezze: popolazione servita, metri cubi, personale dipendente, energia elettrica, ricavi e costi di gestione ma abbiamo rilevato difficoltà perché da parte dei gestori ci sono tecniche di contabilizzazione e criteri di rendicontazione diversi di regione in regione. Una ragione in più per costruire  unici parametri di costo  da parte del gestore».
«Nel sistema idrico integrato, servizio per natura monopolista –interviene Baggiani – e’ necessario infatti trovare gli strumenti efficaci per misurare le prestazioni dei gestori premiando quelli efficienti e penalizzando gli inefficienti a tutela dell’utente.  Ed ecco come: instaurare un flusso informativo continuo tra ATO e gestore attraverso verifiche del rapporto tra costi di gestione e tariffe praticate e del raggiungimento degli obiettivi di miglioramento  consentendo una comparazione   tra più gestori secondo criteri di trasparenza e libero mercato».

Sul fronte Authority invece, «l’Anea  propone di superare il Coviri, le cui funzioni sono limitate in quanto organo propositivo del ministero dell’Ambiente, per arrivare all’istituzione di un’Authority indipendente di settore».   Un diverso punto di vista, pur nel reciproco clima di collaborazione alla ricerca di un sistema di rendicontazione valevole per tutti, è stato invece quello espresso dal Coviri. «Quello dell’authority è un falso problema,  non attuale – dichiara Passino a capo di un organo che non ha poteri sanzionatori – un po’ come certi dibattiti tra Stato e regioni che litigano sulle competenze. Mi chiedo a questo punto se sia il caso di acquisirne di nuove quando non si è capaci di esercitare quelle che si hanno».
Un’opinione legittima – risponde a caldo Luciano Baggiani – ma con tutti i limiti che il presidente già conosce visto che il Coviri è un organo espressione del ministero, le cui proposte vanno avanti se è il ministro a deciderle. Serve invece un’authority indipendente e del resto è già in una proposta di legge di questo Governo che però non ci soddisfa a pieno visto che accorpa la nostra con l’energia elettrica e il gas».
E di economie  di scala e sostenibilità hanno parlato in mattinata le relazioni dei rappresentanti del mondo accademico intervenuto al dibattito con il professor Fraquelli, ordinario di economia e Gestione delle Imprese all’università “Amedeo Avogadro”di Torino e Alessandro Petretto, ordinario di Economia Pubblica della facoltà di Economia di dell’università di Firenze. «E’ necessario dare un nuovo significato al concetto di sostenibilità, aggiungendo agli aspetti economici i temi dell’ambiente e della inclusione sociale».


Roma, 21 febbraio 2008

Un altro intervento legislativo che annacqua lo spirito di riforma del servizio idrico integrato originariamente proposto dalla legge Galli

«Dove sono finite la “definizione degli indici di produttività per la valutazione dell’economicità delle gestioni”, l’ “individuazione di livelli tecnologici e modelli organizzativi ottimali dei servizi” e i concetti di “sperimentazione e adozione di tecnologie innovative” previste dalla legge Galli?».

Se lo chiede il presidente ANEA Luciano Baggiani in merito alla recente approvazione governativa del secondo correttivo al TU Ambiente 2006 di riordino dei servizi pubblici locali. «Quello che esce fuori da questo secondo testo – spiega l’esponente dell’associazione che riunisce la maggior parte degli enti locali con compiti di regolazione e controllo della gestione del servizio idrico integrato –  è un Coviri indebolito rispetto allo spirito di riforma del servizio idrico integrato originariamente proposto dalla legge Galli. Mentre restano invariate le funzioni di raccolta, elaborazione e restituzione dei dati statistici e conoscitivi dell’intero sistema idrico – rileva Baggiani –  sparisce invece proprio il riferimento a quegli “indici di produttività” su cui da tempo stiamo lavorando proprio con il Coviri per una gestione più efficace e razionale del servizio».


Roma, 22 Marzo 2008

Giornata mondiale acqua – Baggiani: “Altro che sprechi… La spesa degli ato non arriva nemmeno a un euro per abitante!»

«Ricorre domani la giornata mondiale dell’acqua e nonostante la nostra situazione sia ancora in netto svantaggio rispetto a quella di altri paesi europei, dall’anno scorso i dati migliorano». Lo fa sapere alla vigilia dell’annuale ricorrenza, il presidente ANEA Luciano Baggiani: «In un anno sono aumentati insediamenti e  affidamenti del servizio idrico da parte degli ato  passati da 55 a 67». Baggiani passa quindi in rassegna i dati del Coviri preparati in vista della relazione che il Comitato presenterà al nuovo Parlamento alla cui stesura ha collaborato da vicino  l’ANEA  che riunisce sotto la sua sigla la maggior parte dei nostri ato. «Gli ATO insediati sono 91 e 81 i piani di ambito approvati attraverso i quali gli enti locali riuniti in consorzi o convenzioni tra comuni sono chiamati a definire i piani di investimento. A fare la parte del leone i consorzi, che sono di più, 48 contro le 43 convenzioni,  dove i primi sono costati più delle seconde visto che nel 2006 i consorzi hanno speso 32.156.000 euro rispetto ai 12.297.000 delle convenzioni. Peccato che per la meraviglia dei nostri detrattori,  la somma di queste due cifre – conteggia Baggiani – sia di 44.453.000 euro, il che fa 0.98 centesimi per abitante….mi domando se siano questi i costi della politica!».  Baggiani sintetizza quindi gli ultimi sviluppi della geografia del sistema idrico italiano:  A dicembre 2007 gli ato che hanno affidato il SII  (Servizio idrico integrato) sono 67 e i gestori  106. Di questi 5 sono privati, 31 società miste, 64 società pubbliche e 6  atre tipologie di affidamento: Il 60% degli affidamenti è quindi ancora “in house”,  in genere prevalenti al nord e al sud Italia mentre al centro la prevalenza va alle società miste».Un buon salto in avanti anche se molto resta ancora da fare: «Ci sono ancora ben dieci ato che non hanno ancora fatto i piani di ambito e attendiamo dal Parlamento quelle riforme che il servizio attende da tempo.  Mi riferisco al rafforzamento del ruolo del regolatore locale e di quello nazionale a cominciare dalla presenza di un soggetto indipendente e di settore che combatta le distorsioni strutturali ed economiche del settore». E in ultimo spiega: «A oggi, troviamo ancora enti locali che sono controllori e controllati nelle società miste o in house che gestiscono e una diversità generalizzata nell’applicazione delle tariffe. Situazione, questa, che sarebbe superata con la nascita di un sistema unico di rendicontazione delle tariffe in modo da calmierare un mercato dalla accentuata specificità».


Roma, 29 Maggio 2008

ACQUA/SII: Baggiani (ANEA): “L’Authority apre un’istruttoria ma gli affidamenti sono previsti dalla legge” 

«L’Associazione non può che apprezzare l’attenzione dell’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture sulla legittimità degli affidamenti, condizione imprescindibile per la piena tutela dell’utente tuttavia consideriamo che i 64 Ato che hanno deliberato l’affidamento a una società interamente pubblica, hanno effettuato una scelta tra quelle previste dalla legge».
E’ il commento di Luciano Baggiani, presidente dell’ANEA, l’associazione che raggruppa la maggior parte degli ato italiani all’istruttoria sui 64 affidamenti a società completamente pubbliche avviata il 7 maggio scorso dall’Autorità dopo un’indagine conoscitiva. «L’Autorità – considera –  sulla base di una circolare del Ministero dell’ambiente del 2004, intende valutare la legittimità degli affidamenti deliberati senza gara. In particolare la norma e la giurisprudenza richiederebbero che l’affidamento diretto avesse un carattere di eccezionalità e che il rapporto tra l’affidatario e la società corrispondesse a quello intercorrente tra il comune e i suoi uffici».
D’altro canto – sottolinea il rappresentante associativo –  la normativa italiana, sia nel decreto ambientale che nel testo unico enti locali, prevede quali possibili forme di gestione l’affidamento con gara, affidamento a società mista e quello a società interamente pubblica. Di conseguenza i 64 ato hanno fatto una scelta tra quelle legittimamente possibili».


Roma, 25 Luglio 2008

ACQUA, Baggiani (ANEA): “Riforma servizi pubblici locali non tutela gli utenti”

«Dov’è la tutela dell’utente di fronte a un ddl che non interviene sui nodi più critici che caratterizzano l’organizzazione dei servizi idrici?». Lo domanda Luciano Baggiani, presidente Anea, a proposito dell’articolo sui servizi pubblici locali inserito nella manovra economica triennale approvata ieri dalla Camera.

L’associazione che rappresenta la maggior parte degli enti preposti alla regolazione e al controllo dei servizio idrico italiano non nasconde le sue perplessità sulla formulazione del testo: «Non affronta  la questione della debolezza che caratterizza le autorità di ambito: le istituzioni preposte al controllo e alla tutela dell’utente.  In più – ritiene Baggiani – I servizi idrici, per loro natura, non si prestano all’introduzione della concorrenza diretta e la regolazione pubblica rimane l’unico strumento per tutelare l’utente dall’abuso del monopolio.
E conclude: «Ecco perché  una riforma dei servizi pubblici locali che metta al centro la tutela dell’utente, deve necessariamente rafforzare le funzioni della regolazione pubblica degli ato a cui va garantita maggiore indipendenza e autonomia.  Anche attraverso la costituzione di un’autorità indipendente nazionale di settore del servizio idrico».


Roma, 29 Settembre 2008

ACQUA – Baggiani (ANEA): “Authority comune con energia è soluzione improvvisata” 

«Una soluzione improvvisata e inadeguata».
Così Luciano Baggiani, presidente Anea, l’associazione che rappresenta gli ato italiani addetti alla regolazione e al controllo dei servizi idrici, definisce la volontà del ministro Claudio  Scajola di attribuire le competenze del settore all’autorità per l’energia.
Si tratta di una proposta di emendamento al ddl 1441 ter – “Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese e in materia di energia”     presentato dal Governo alla commissione Attività produttive della Camera che affronta anche il tema dell’acqua e dei servizi idrici. «All’articolo 16 bis –  Baggiani riporta il contenuto dell’articolato –  il ddl trasferirebbe le attuali competenze in materia di regolazione delle tariffe dei servizi idrici dal Ministero dell’ambiente che si avvale del Comitato per la vigilanza sulle risorse idriche, all’autorità per l’energia elettrica e il gas».
Ma si tratta di una vecchia proposta  già avanzata da altri governi che rischia di dare una soluzione inadeguata ai temi della regolamentazione della qualità dei servizi, della sostenibilità delle tariffe e più in generale della tutela dell’utente».
Per l’Anea, si profila ancora una volta «una soluzione che nasce dall’improvvisazione che da ormai troppo tempo, caratterizza gli interventi dei governi in questo settore così importante per la tutela dei cittadini e dell’ambiente.
«L’organizzazione dei servizi idrici, per il forte legame che ha con la gestione della risorsa idrica e la particolare struttura tecnologica della sua filiera produttiva, è un monopolio naturale che richiede una regolazione fortemente focalizzata al settore e quindi un’autorità indipendente nazionale per i servizi idrici.
Solo un’authority di questo tipo integrata con l’attività di controllo e regolazione che i comuni svolgono attraverso gli ATO sul territorio – conclude –  è in grado di assicurare un’efficace tutela dell’utente e dell’ambiente».


Roma, 28 Ottobre 2008

ACQUA, ANEA: «NOSTRA AREA INTERNAZIONALE PER UNA RETE TRA REGOLATORI»

 «Una rete tra regolatori per avviare momenti di approfondimento comune,  confrontarsi sui problemi e comparare i dati dei gestori a livello internazionale per indurli a migliorare costantemente le prestazioni».  A chiederla in occasione della presentazione dell’area internazionale ANEA di domani 29 0ttobre alle 15.00 all’hotel Nazionale a Piazza Montecitorio,  è Luciano Baggiani, presidente dell’associazione degli ato italiani incaricati di regolare e controllare il servizio idrico nazionale. Il seminario illustrerà le potenzialità della cooperazione internazionale nel campo della regolazione del servizio idrico: un’attività  costruita nel tempo dall’ANEA grazie a ricercatori provenienti dal mondo universitario e istituzionale e voluta per favorire un clima di collaborazione sulla regolazione con i partner esteri dell’associazione nazionale.  Tra le presenze di domani, il presidente Coviri Roberto Passino, Sanford Berg dell’Università della Florida che illustrerà alcune esperienze di partenariato tra regolatori e le loro potenzialità  e Roberto Malaman, direttore generale della nostra authority per l’energia elettrica e il gas sull’esperienza italiana nella rete internazionale di regolatori dell’energia.

«La nostra giovane cultura della regolazione  – dichiara baggiani –   può imparare molto da organi come l’OFWAT inglese, agenzia nazionale indipendente incaricata della regolazione delle trasformate aziende pubbliche in società di gestione oggi sul mercato azionario o dall’esperienza degli Stati Uniti, pionieri in questo campo, grazie a commissioni di regolazione a livello statale  risalenti  addirittura a fine del ‘800 – primo ‘900».

 

 

 

2009

Roma, 19 gennaio 2009

ACQUA, Baggiani (Presidente ANEA): “Il Forum sarà l’occasione per inaugurare l’Iniziativa REWASS: il progetto che mira alla costituzione di una rete delle buone pratiche mondiali sulla regolazione”.

L’acqua è una risorsa che deve essere salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà, secondo le aspettative ed i diritti universali attuali e futuri, secondo usi indirizzati al risparmio e al rinnovo delle risorse per non pregiudicare il patrimonio idrico e ambientale. Per questo occorre un confronto sul ruolo pubblico nei confronti della risorsa: sul tema della regolazione dei servizi idrici e sulla sostenibilità delle proposte per la gestione dell’acqua, è necessario un concreto impegno internazionale, univoco e diffuso.

Il prossimo 21 gennaio a Palazzo Marini a Roma si terrà il primo appuntamento del “Forum Internazionale sulla regolazione dei servizi idrici”, iniziativa realizzata in Italia grazie all’impegno di ANEA, l’associazione che riunisce le Autorità di Ambito italiane, al patrocinio del Ministero dell’Ambiente e alla partecipazione del Comitato per la vigilanza sull’uso delle risorse idriche. Interverranno Luciano Baggiani – Presidente ANEA – e il Professore Roberto Passino – Presidente del COVIRI.

Parteciperanno alla giornata di studio e discussione realtà, associazioni e agenzie da Europa, America, Oceania, Asia: Water Service Regulation Authority (OFWAT), Asociaciòn de Entes Reguladores de Agua Potable y Saneamiento de las Américas (ADERASA), Universidad de Los Andes, Universitat de Barcelona, East Asia and Pacific Infrastructure Regulatory Forum (EAPIRF), Ecole Politechnique Fédérale de Lausanne ed altri.

“L’obiettivo del Forum – sottolinea Luciano Baggiani, Presidente ANEA – è creare un coordinamento permanente internazionale dei regolatori dei servizi idrici. La dimensione della regolazione pubblica del servizio idrico è il tema reale su cui impegnarsi per risolvere le problematiche legate alla gestione di questa importante risorsa. Il Forum Internazionale di Roma sarà quindi l’occasione perinaugurare l’Iniziativa REWASS (Regulation of Water Services and Sustainability), un progetto che mira alla costituzione di una rete tra agenzie, associazioni e istituti in tutto il mondo, supportata da esperti di settore, finalizzata alla condivisione delle conoscenze e delle migliori pratiche in tema di regolazione dei servizi idrici”.

A partire dal 2009, l’Iniziativa REWASS procederà alla costituzione di “gruppi di lavoro tematici”, composti dalle organizzazioni aderenti e coadiuvati da esperti di profilo internazionale. Il loro compito è di identificare le criticità comuni, confrontare le soluzioni adottate da vari regolatori, evidenziarne le possibili soluzioni ed alaborare specifiche raccomandazioni.

Il 1° Forum Internazionale sulla Regolazione dei Servizi Idrici e la Sostenibilità si terrà il 21 gennaio 2009 nella sede di Palazzo Marini in Via Poli 19 a Roma.


 

Roma, 07 Ottobre 2009

Servono subito emendamenti al decreto sui servizi pubblici locali o si rischia la paralisi nel settore idrico: niente investimenti per i prossimi due anni e nessuna garanzia di continuità per il servizio.

Alla vigilia della scadenza per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge che riforma i servizi pubblici locali, l’Anea – Associazione nazionale Autorità ed Enti d’Ambito – denuncia i rischi del testo attuale: paralisi finanziaria per oltre il 60% del settore idrico e crollo dei livelli di qualità del servizio. “Nessuno avrà interesse a finanziare investimenti di società destinate ad essere sciolte entro il 2011” – Commenta Luciano Baggiani, Presidente dell’Anea – “e anche la manutenzione ne risentirà, quindi non si possono escludere serie ripercussioni sul regolare servizio”. Le modifiche alla disciplina degli affidamenti nei servizi pubblici locali, introdotte dal Governo con l’art. 15 del Decreto legge 135/2009, che il Parlamento si appresta a convertire in legge, prevedono la cessazione  improrogabile, al 31 dicembre 2011, di tutti i gestori cosiddetti “in house”, cioè oltre il 60% delle aziende operative nel settore. “La questione non è se i gestori debbano o meno essere frutto di una gara – prosegue Baggiani – quanto il mettere sotto accusa affidamenti perfettamente conformi alle leggi vigenti all’epoca dell’assegnazione, riconosciuti legittimi dalla Corte di Giustizia delle Comunità europee e dall’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici.” A preoccupare l’Anea è anche il rischio che molte realtà gestionali, finora impegnate nel faticoso sforzo di consolidamento, siano svendute per rispettare i tetti percentuali sulla partecipazione pubblica (30% per le S.p.A. quotate in borsa, 60% per le società miste). “Non siamo contrari alle liberalizzazioni – conclude il Presidente – ma là dove le possibilità di concorrenza sono confinate al meccanismo di gara e la regolazione è a volte troppo debole per proteggere l’interesse collettivo, si rischia di condurre delle ardite sperimentazioni proprio nel settore che offre i servizi più vicini ai cittadini.”


 

Roma, 10 Novembre 2009

La riforma del servizio idrico, recentemente approvata dal Senato, continua a non tutelare gli utenti: si concentra sulle percentuali pubblico – private ma non fa nulla per dare una reale autonomia alle AATO, chiamate a garantire gli utenti attraverso il controllo sulle tariffe e sulla qualità del servizio.

“Se chi controlla il rispetto di un accordo è un ente soggetto a pressioni di natura politica, non può esserci alcuna garanzia di imparzialità. E’ quello che succede oggi nel Servizio Idrico Integrato.” E’ stato il commento di Luciano Baggiani, presidente dell’ANEA, al seminario che si è tenuto oggi a Roma sulla riforma dei servizi pubblici locali. Infatti, con l’attuale organizzazione, la verifica sulla corretta applicazione da parte dei gestori del contratto di servizio, viene svolta dall’Assemblea dei Sindaci dei singoli Ambiti Territoriali Ottimali, cioè un organo politico non sempre idoneo a valutazioni prettamente tecnico-gestionali. Tali valutazioni andrebbero svolte all’organo esecutivo dell’ATO, l’Autorità, in maniera indipendente ed autonoma, senza condizionamenti politici, per poter, in caso, applicare sanzioni al gestore inadempiente. Affrontare in queste condizioni una privatizzazione o una liberalizzazione nel settore idrico significa dare carta bianca ad un gestore monopolista, senza aver prima creato un’autorità indipendente di controllo.

Per questo l’Anea chiede che, in assenza di una riforma organica del settore (che pure sarebbe auspicabile ed in tempi stretti!), l’attuale provvedimento sia modificato introducendo norme che disciplinino a livello nazionale compiti e struttura dell’esecutivo dell’ATO, garantendone l’autonomia dalle forze politiche. Si potrebbero mutuare a livello locale i principi normativi ipotizzati nella disciplina per l’elezione delle Autorità a livello nazionale, quali ad esempio:

–          nomina: sempre da parte dell’Assemblea dei Sindaci, ma a maggioranza qualificata dei due terzi, tra persone di comprovata capacità ed esperienza nel settore, che non siano membri di altri enti o istituzioni locali.

–          composizione: da 3 a massimo 5 membri, per consentirne un efficiente funzionamento senza ulteriore aggravio di costi

–          poteri sanzionatori diretti verso il gestore in caso di mancata o scorretta applicazione del contratto di servizio (investimenti, tariffa, qualità e continuità del servizio).

Resterebbero dunque in capo all’Assemblea dei Sindaci le funzioni di indirizzo strategico e di valutazione politica. “L’attuale riforma è, giustamente, intervenuta cercando di favorire una maggiore liberalizzazione. – Ha concluso Baggiani – Ma bisogna andare oltre. Bisogna garantire l’autonomia dei controllori a livello locale e nazionale. In questo senso auspichiamo anche l’istituzione di una Authority nazionale del Servizio Idrico, sul modello si quando già avviene in molti paesi industrializzati.“


 

Roma, 18 Novembre 2009

Con la fiducia oggi concessa al decreto si è persa la battaglia sulla liberalizzazione che è stata trasformata in privatizzazione. Ma si può ancora vincere la guerra. Serve però subito un sistema di authority, sia centrale che locale, forte e indipendente dalla politica, per tutelare gli interessi della collettività controllando efficacemente l’operato dei gestori.

Con la fiducia, ottenuta oggi a Montecitorio, sulla conversione in legge del decreto si è di fatto scelta la privatizzazione nel servizio idrico: oltre il 50% delle aziende attualmente operanti cesserà, per legge, di esistere al 31 dicembre 2011, salvo non venda almeno il 40% ad un privato. Ma privatizzare non necessariamente significa migliorare il servizio per l’utente. Oggi le Autorità d’Ambito, cioè chi localmente deve vigilare sui singoli gestori, sulle tariffe, sulla corretta applicazione del contratto e sulla qualità del servizio, non possono esercitare le funzioni di controllo in piena autonomia. Troppo spesso infatti le esigenze politiche intervengono nelle nomine degli AATO e ne impediscono un corretto ed efficace funzionamento.

“Ben diverso sarebbe se le AATO avessero poteri sanzionatori diretti verso il gestore che non rispetti il piano degli investimenti, i criteri per la determinazione della tariffa, gli standard della Carta dei Servizi.”. Così Luciano Baggiani, Presidente dell’ANEA, ha commentato l’approvazione della norma. “Serve creare immediatamente un sistema di authority, così come avviene nel resto dell’Europa.”. Rafforzare dunque l’autonomia delle AATO dalla politica, attraverso criteri di nomina basati sulla competenza e l’incompatibilità con cariche politiche nonchè maggiori poteri di intervento e sanzionatori, permetterebbe di evitare che l’interesse privato prevalga su quello della collettività. Ma solo l’istituzione di un’autorità nazionale indipendente assicurerebbe un’efficace tutela dell’utente. “A questa Autorità nazionale spetterebbe il compito di definire, a livello centrale, i livelli di servizio, il metodo per definire la tariffa e in generale di vigilare sull’applicazione delle tariffe e sulla tutela dell’utenza – ha proseguito Baggiani – ma è localmente sul territorio, che la gestione dell’acqua va controllata in prima istanza. In questo senso il settore idrico è ben diverso da quello del gas o dell’elettricità, dove il cliente insoddisfatto può facilmente cambiare gestore.”.

Perchè questa norma non crei ulteriori danni, l’ANEA chiede l’adozione immediata di un provvedimento che rafforzi le Autorità idriche locali e soprattutto ne istituisca una indipendente di settore a livello nazionale.


 

Roma, 11 Dicembre 2009

La bozza del Decreto del Ministero dell’Ambiente che dovrebbe disciplinare i rimborsi agli utenti per le quote di depurazione (illegittimamente conteggiate in bolletta) non contiene i dati necessari ad eseguire le restituzioni. Mancano indicazioni fondamentali per i calcoli, ci sono troppi oneri a carico degli utenti e non sono chiari i termini di prescrizione. Occorre subito integrare il documento.

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale (n.335/2008) il Ministero dell’Ambiente ha predisposto un decreto per disciplinare i rimborsi: gli utenti del servizio idrico integrato devono avere la restituzione delle somme illegittimamente pagate per la depurazione se non serviti da alcun impianto attivo. Ma il testo che si appresta ad emanare è carente di informazioni e non poche disposizioni sono interpretabili in vario modo.

Mancano date certe su quale periodo sia oggetto del rimborso e i termini diprescrizione (a partire da quando si calcolano e se riguardano anche l’istanza di restituzione). Non vengono poi fissati i parametri per il calcolo dell’importo da risarcirecomplessivo e dei singoli utenti, ed un generico riferimento all’applicazione degli interessi non permette di definirne l’ambito di determinazione. Altri problemi sono connessi all’individuazione dellapopolazione servita o meno dagli impianti, se cioè alcune opere primarie rientrano o no nella definizione di “impianto”. Inoltre ci sono diverse possibili interpretazioni su quali siano gli oneri deducibili dal rimborso, su come gestire gli eventuali aumenti tariffari sia nel breve che nel lungo periodo.

“Così è impossibile rimborsare gli utenti. Sono troppe le incognite e le imprecisioni di questo testo perchè le AATO possano dare il via alla procedura. – afferma Luciano Baggiani, Presidente dell’ANEA – Servono indicazioni chiare ed univoche per far sì che gli utenti possano riavere quanto illegittimamente versato, ma anche per fare in modo che i rimborsi non sottraggano risorse agli investimenti. Altrimenti si corre il rischio di non avere fondi per fare proprio quei depuratori che oggi mancano.”

La questione dei rimborsi è nata nel maggio 2007: un utente era ricorso al giudice i pace per non pagare la quota di depurazione, calcolata in bolletta, in quanto la sua rete fogniaria non era servita da impianti di smaltimento delle acque reflue. Tuttavia la fattura era stata correttamente emessa in base a quanto previsto da due norme (art. 14, comma 1, lg. 36/94 e comma 1, art. 155, d.lgs. 152/06): la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione era dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”. Dal giudice di pace si è arrivati alla Corte Costituzionale che con la sentenza 335/2008 ha appunto dichiarato illegittime queste disposizioni rendendo necessario emanare una disciplina dei rimborsi.

 

2010

Roma, 18 Febbraio 2010

ACQUA: EMENDAMENTO PER SOPPRIMERE GLI ATO DEL SERVIZIO IDRICO RISCHIA DI CREARE UN VUOTO ISTITUZIONALE E PARALIZZARE MILIONI DI EURO DI INVESTIMENTI

ANEA: “Un altro passo indietro in tema di tutela degli interessi dei cittadini”

“E’ una dura spallata al sistema di vigilanza e controllo dei servizi idrici, che aggrava una situazione di incertezza e di debolezza istituzionale che dura da anni, senza peraltro fornire una qualsiasi alternativa per la governance del settore. Non ci lamentiamo, poi, se i gestori non realizzano gli invetsimenti promessi e se i cittadini non si sentono tutelati dalla pubblica amministrazione”. E’ questo il commento a caldo di Luciano Baggiani, Presidente dell’Associaizone Nazionale Autorità e Enti di Ambito (ANEA), che riunisce gli ATO del servizio idrico, all’indomani dell’emendamento al Ddl di conversione del Decreto sugli Enti Locali, che abolisce gli ATO.

“Vi sono dei rapporti giuridici in essere – continua Baggiani – affidamenti legittimi, accordi tra soci e investitori, contratti con i fornitori, progetti di finanziamento con le banche, che subiranno un grave contraccolpo da questo provvedimento. Rischiamo di paralizzare gli investimenti per decine di milioni di euro, con ripercussioni gravissime sull’adeguamento del servizio e in molti casi sulla stessa continuità di erogazione. A rimetterci, come sempre, saranno i cittadini”.

Conclude Baggiani: “E’ paradossale diminuire il controllo sui gestori proprio adesso che, con la conversione del Decreto Ronchi, si spinge per la privatizzazione. In questo modo si smantellano le uniche istituzioni che vigilano sull’interesse dei cittadini. Non si possono attribuire i costi della politica a degli enti che svolgono funzioni prevalentemente tecniche, laddove il problema principale risiede piuttosto nella loro debolezza e scarsa indipendenza. Ci appelliamo al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Ambiente e ai Presidenti di Camera e Senato, affinché blocchino un provvedimento così assurdo”.


 

Roma, 15 Settembre 2010

PRESENTAZIONE BLUE BOOK 2010 – A cura di ANEA e UTILITATIS

Il 21 settembre a Roma ANEA (Associazione Nazionale Autorità e Enti di Ambito) in collaborazione Utilitatis, presenterà, presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Marini, la sesta edizione del Blue Book, i dati sul Servizio Idrico Integrato in Italia. All’appuntamento, che costituirà l’occasione pubblica di approfondimento sui numerosi avvenimenti che hanno profondamente modificato il quadro normativo, istituzionale e industriale del settore idrico, interverranno rappresentanti delle Istituzioni e del Governo, tra cui il presidente di ANEALuciano Baggiani ed il vice presidente Raffaele Loddo.

Il Blue Book 2010 propone un accurato esame delle variabili quantitative che descrivono i principali aspetti tecnici ed economici del Servizio Idrico Integrato. I dati riguardano la pianificazione di 82 ATO, in cui si distingue un importante sottogruppo rappresentato dalle revisioni triennali, dove sono confluiti 21 Ambiti. I contenuti dello studio investono la geografia degli affidamenti, l’analisi della domanda di risorsa e di infrastrutture, gli investimenti e le tariffe, le carte dei servizi e le prestazioni.

Nell’occasione il presidente dell’ANEALuciano Baggiani, ribadirà la necessità di un intervento urgente da parte del Governo e delle Regioni per superare l’attuale fase di stallo, creata dall’imminente obbligo di liberalizzazione e dalla contestuale soppressione delle Autorità d’Ambito, gli enti che controllano e affidano, appunto, il servizio. L’immobilismo su questo fronte arrecherebbe un grave pregiudizio al cittadino-utente, col rischio di bloccare gli investimenti nei prossimi anni, per un ammontare stimato in 2,5 miliardi di euro.

La regolazione dei servizi gestiti in monopolio è un pilastro delle funzioni della pubblica amministrazione a tutela dell’utente. Lo è ancora di più in un servizio essenziale come quello idrico. La regolazione deve essere specializzata e dotata di indipendenza e autonomia. Richiede istituzioni credibili e stabili e un’armonizzazione a livello nazionale.

Da qui la proposta dell’ANEA: rafforzare la regolazione locale e il collegamento col territorio, garantendo agli enti preposti una maggiore indipendenza, magari in stretto collegamento con le Regioni, nonché istituire un’autorità nazionale indipendente di settore, che possa svolgere funzioni di armonizzazione, raccordo e supervisione.


 

Roma, 21 Settembre 2010

ACQUA: NON ESTROMETTERE GLI ENTI LOCALI DAL CONTROLLO

E’ l’appello di ANEA alla presentazione del “Blue Book 2010. I dati sul servizio idrico integrato in Italia” 

Questa mattina, a Palazzo Marini, alla presentazione del volume che rappresenta lo studio statistico ed economico della situazione del servizio idrico integrato in Italia, il presidente di ANEA (Associazione Nazionale Autorità ed Enti di Ambito), Luciano Baggiani, ha sottolineato le numerose criticità nel servizio idrico in Italia. “Il paese soffre di una profonda arretratezza infrastrutturale, si stima che siano necessari più di 64 miliardi di euro di investimenti, vi è un forte ritardo negli adeguamenti tariffari rispetto a quanto pianificato e si perde spesso l’attenzione al rapporto con l’utente. Questo porta ad una significativa disomogeneità a livello territoriale, che non sempre giova all’eguaglianza dei servizi per tutti i cittadini”.

“In questo momento critico”, prosegue Baggiani, “serve con urgenza l’intervento del legislatore nazionale e regionale, per superare lo stallo creato dall’imminente obbligo di liberalizzazione e dalla contestuale soppressione delle Autorità d’Ambito (ATO). I finanziamenti pubblici e privati sono bloccati dall’incertezza normativa per cui sono a rischio 2 miliardi e mezzo di euro di investimenti, con conseguenti ritardi nell’ammodernamento degli impianti, e si potrebbe incorrere anche in una procedura di infrazione da parte della Commissione europea”.

E’ necessaria una visione nazionale di lungo termine sulla politica di settore, fare maggiore chiarezza sul funzionamento dell’attuale modello, individuare, per citare il Blue Book, il “corretto ruolo dello Stato” nell’organizzazione di tale servizio.

Secondo l’ANEA, occorre rafforzare le funzioni di vigilanza e controllo, fondamentali e irrinunciabili per un’efficace tutela dei cittadini, specialmente in un servizio essenziale come quello idrico. La regolazione locale deve essere valorizzata, per il suo stretto collegamento col territorio. Gli enti preposti devono essere specializzati e dotati di indipendenza e autonomia. Occorre ancheistituire un’autorità nazionale indipendente di settore, che possa svolgere funzioni di armonizzazione, raccordo e supervisione. Solo cosi si potrà tutelare in modo efficace la collettività, valorizzando a vantaggio di tutti i miglioramenti del servizio e i recuperi di efficienza indotti dai processi di liberalizzazione.


 

Roma, 11 Novembre 2010

IL NEO PRESIDENTE ANEA: “IL GOVERNO SI OCCUPI SUBITO DELL’ACQUA”

Necessario un posticipo della scadenza per la soppressione delle Aato

Confermato alla presidenza ANEALuciano Baggiani, che commenta “di Acqua si discute troppo e si agisce poco. Ci si batte sui pro e contro di un referendum, mentre la scadenza pericolosa è dietro l’angolo. Occorre prevedere subito uno slittamento di almeno un anno per l’abolizione delle Aato”.

“Cancellare il 31 dicembre 2010 le Autorità d’Ambito degli ATO dell’acqua, significa mettere a repentaglio i diritti dei cittadini. Auspichiamo un rapido intervento del Governo, per far slittare almeno di un anno la scadenza per la soppressione delle Autorità d’Ambito e di tre anni quella per la cessazione degli affidamenti in house”.

E’ quanto afferma Luciano Baggiani, nel giorno del rinnovo dell’incarico come presidente ANEA, l’Associazione Nazionale delle Autorità e Enti d’Ambito.

“Non mi stancherò mai di rimarcare l’evidente contraddizione: siamo alla vigilia di un’apertura al mercato senza precedenti e alla contemporanea soppressione delle Autorità d’Ambito, incaricate della vigilanza e del controllo sui gestori”, prosegue Baggiani. “Come prevedibile le Regioni, incaricate dalla legge di riattribuire le funzioni già esercitate dalle Autorità d’Ambito, stanno maturando posizioni e intenzioni differenti, prefigurando un assetto estremamente disomogeneo. Quanto sta accadendo avrà profonde ripercussioni per almeno tre o quattro anni, bloccando i contratti di finanziamento e quindi la realizzazione degli investimenti previsti”.

Nel corso dell’assemblea che ha confermato la fiducia al presidente Baggiani, sono stati confermati anche il Vicepresidente, Raffaele Loddo, e il Consiglio Direttivo, composto da altri nove Presidenti di Autorità d’Ambito: Marisa Abbondanzieri (Marche 2 Centro Ancona), Paolo Barbieri (Calabria 4 Vibo Valentia), Giuseppe Bruno (Campania Napoli Volturno), Mario Magnone (Piemonte Astigiano Monferrato), Angelo Nardozza (Basilicata Unico), Lino Ravazzolo (Veneto Brenta), Valentino Rocchigiani (Umbria 2 Terni), Delio Todeschini (Lombardia Pavia), Stefano Vaccari (Emilia Romagna 4 Modena).


 

Enna, 19 Novembre 2010

ACQUA: INVESTIMENTI, CRITICITA’ E PROSPETTIVE

“Gli investimenti nel Servizio Idrico Integrato: criticità e prospettive nelle Regioni a Obiettivo Uno” questo il titolo dell’incontro organizzato daANEA e dall’ATO n.5 di Enna, per focalizzare l’attenzione sulle criticità esistenti al fine di suggerire i necessari correttivi su cui il legislatore dovrà riflettere.

Coordinato da ANEA Sicilia, il seminario promuove un confronto costruttivo fra i vari attori del meccanismo di programmazione e attuazione della spesa affinchè si possano superare gli ostacoli per garantire migliori livelli di servizio.

L’incontro rappresenta l’occasione per le ATO, i Gestori e le Amministrazioni regionali di un approfondimento sulle dinamiche locali e nazionali di attuazione degli investimenti al fine di migliorare le strategie in atto necessarie per il raggiungimento degli obiettivi di piano e per evitare l’applicazione delle sanzioni comunitarie.

Il Presidente di ANEA Luciano Baggiani, affrontando il fondamentale tema degli investimenti per il servizio idrico, ricorderà che il Paese soffre di una profonda arretratezza nel SII. Si stima che in totale occorranno più di 64 miliardi di euro in interventi infrastrutturali per garantire qualità del servizio e mantenimento degli impianti in buono stato di conservazione.

La soppressione delle Autorità d’Ambito, incaricate della vigilanza e del controllo sui gestori, ha creato una grande incertezza normativa con conseguente difficoltà di prendere decisioni. Ciò porta inevitabilmente ad un blocco dei finanziamenti privati, mentre in alcune Regioni non si riesce neppure a mobilitare le risorse pubbliche dei Fondi strutturali.

Pertanto, ANEA auspica un rapido intervento del Governo per posticipare di almeno un anno la scadenza per la soppressione e di tre quella per la cessazione degli affidamenti in house.