(ANSA) – ROMA, 21 MAR – Da governo e Parlamento occorre un colpo di acceleratore per la riforma del settore idrico, avendo un punto fermo: separare le attività di programmazione e controllo dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) dalla gestione del servizio da parte dell’ente gestore. E’ la richiesta avanzata da Luciano Baggiani, presidente dell’Anea, vale a dire associazione nazionale degli enti d’ambito istituiti con la legge Galli del 1994, alla vigilia della giornata mondiale dell’acqua. Baggiani traccia un bilancio preoccupato della situazione del settore in Italia: a luglio 2006 – secondo i dati del Blue book 2007 – erano 55 gli affidamenti su 87 come invece prevede la legge sulla riforma del servizio idrico e ancora 12 Ato (su 87) senza piani d’ambito, il 4% degli italiani non sono serviti dagli acquedotti, il 16% dell’Italia è ancora senza rete fognaria e un sistema di depurazione che funziona al 70%. Secondo Baggiani occorre rafforzare il ruolo dell’Ato come regolatore attraverso il contratto, con quello di un regolatore indipendente nazionale, che assicuri i compiti propri della regolazione e una garanzia di indipendenza nel rapporto fra l’Ato e il Gestore. (ANSA).

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